El Tredesìn de Marz: tradizione e leggenda

Lo spettacolo “El tredesìn de Marz” nasce da un’idea di Daniela Massaro e Pierangelo Tomaselli, in collaborazione con l’Associazione Arcaduemila, che opera presso il Teatro Lab-arca.
Nella tradizione milanese “El Tredesìn de Marz” è la festa di primavera, con essa si annuncia il cambio di stagione, ed è sinonimo di Festa dei Fiori, si tratta di una festa di origine religiosa nata nel medioevo ma entrata poi a far parte della tradizione.

Le tracce di questa antica tradizione, legata alla figura di San Barnaba, sembrano ormai dimenticate nella nostra memoria.

Cosa c’è di vero in questa leggenda? Quando e come fu cristianizzata Milano? Che cosa realmente successe il 13 marzo? Chi era San Barnaba?

Lo scrittore Gian Luca Margheriti, esperto di storia e leggende milanesi e autore di vari libri, ha approfondito per noi questa leggenda e ce ne fa scoprire la vera storia.

Lo spettacolo teatrale prende forma dai racconti di Gian Luca Margheriti, si arricchisce delle letture di testi e poesie da parte di Egidio Bertazzoni e Anna Bonel e delle proiezioni di immagini della città che conservano ancora tracce dell’antica storia. Il tutto sarà intervallato da brani musicali eseguiti dal vivo dagli artisti della scuola Ottava Nota.

Domenica 13 marzo 2016 ore 21,00

Polisala Sianesi presso la Chiesa di Rogoredo

via Monte Peralba 15 Milano

Lo spettacolo è inserito nel programma culturale “La Primavera di verdeFestival” organizzato dall’associazione culturale verdeFestival con il sostegno del Consiglio di Zona 4 di Milano.

  

Natale – Monica Bruno

Natale arriva,
con passo silente,
di rosso velluto vestito,
scende in ogni cuore,
per riscaldarlo d’amore .
Riecheggiano per i sentieri,
di soffice bianco adorni,
le risa argentine dei fanciulli,
come tintinnii d’infiniti campanelli,
dispersi dal vento.
S’accende di mille colori,
l’abete al centro della piazza,
mentre risplendono in cielo,
le ultime stelle del mattino…
…lucenti, amorevoli sguardi,
sull’indifesa innocenza dei fanciulli.

Banco alimentare per le famiglie in difficoltà

Col contributo del Consiglio di Zona 4, ATTIVA, l’ Associazione Commercianti Rogoredo/Santa Giulia “attiva “ , in occasione delle festività natalizie, invita la cittadinanza del quartiere ad una raccolta di prodotti alimentari non deperibili per le famiglie della zona in difficoltà La raccolta dei doni alimentari avverrà dal 10 dicembre al 5 gennaio presso i seguenti esercizi commerciali: Crystal bar, Locanda dei Sapori, Carpe Diem , Caffettiamo.
Destinatari della raccolta le famiglie bisognose della zona 4.
ATTIVA considera i valori di solidarietà e condivisione punti cardine del benessere della comunità, e attraverso questa iniziativa intende dare un contributo, e consolidare questi principi tra i cittadini del proprio quartiere, certi di una loro generosa partecipazione.
Organizzazione;
Associazione Commercianti “ ATTIVA “
Con il contributo e Patrocinio del Comune di Milano Zona 4
Comunicazione e Social:
Direttore comunicazione: Francesco Piccarreta
Comunciato Stampa: Masili Lorenzo

Santa Giulia sotto le stelle – Accendiamo l’albero di Natale

Nel tardo pomeriggio di mercoledì 9 dicembre, la Promenade di Santa Giulia sarà per la prima volta teatro dell’accensione dell’Albero di Natale.

L’evento, organizzato dall’ Associazione Commercianti Rogoredo/Santa Giulia “attiva “, vuole essere occasione di coesione in cui sia coinvolto tutto il quartiere: l’invito è per i bambini come per gli adulti, che potranno riassaporare il gusto un po’ magico delle luci e della convivialità.

Chi vorrà potrà portare da casa piccole decorazioni per addobbare l’albero insieme, così che sia davvero l’albero di tutti.

Il luogo, in quanto zona pedonale del quartiere, ben si presta ad eventi culturali ed iniziative che coinvolgano la popolazione, senza arrecare disagi al traffico locale; un angolo di tranquillità in cui poter passeggiare e attardarsi in compagnia in quella che sarà una piccola-grande festa, con laboratori creativi e momenti di animazione, e che culminerà con l’accensione dell’Albero.

Mercoledì 9 dicembre 2015, dalle ore 18.30 alle 19.30 – via Cassinari Milano

Organizzazione:

Associazione CommerciantiRogoredo/Santa Giulia ATTIVA “

Con il contributo e Patrocinio del Comune di Milano Zona 4

In collaborazione con : Comitato di Quartiere Milano Santa Giulia – CQMSG, VerdeFestival, Gioco Elaboratorio

Comunicazione e Social:

Direttore comunicazione: Francesco Piccarreta

Comunciato Stampa: Daniela Troncacci

Facebook:

FAssociazione Commercianti Rogoredo/Santa Giulia “ATTIVA”

Milano Rogoredo – Santa Giulia – Vivere il quartiere

Il Mio Vivere a Milano

Associazione Rogoredo Santa Giulia “ATTIVA”

Nasce ATTIVA associazione milanese tra commercianti del quartiere Santa Giulia e Rogoredo. Attraverso l’aggregazione tra commercianti, artigiani, operatori di servizi e associazioni presenti nella zona, ATTIVA si prefigge di creare valore sul territorio non solo a favore degli operatori, ma di riflesso anche dei residenti e delle imprese attive nella zona. ATTIVA rappresenta tutti gli associati nei confronti di enti pubblici e privati e promuove iniziative e eventi utili a fare conoscere e a valorizzare il territorio.

LA FESTA DEI COMMERCIANTI “Benessere e qualità della vita nel nostro territorio”.

Domenica 15 novembre dalle 8 alle 20 sulla “Promenade” di Santa Giulia è programmata la prima edizione della Festa dei Commercianti di Rogoredo e Santa Giulia. L’evento è pensato fin da subito in grande. Oltre 100 espositori tra prodotti tipici del territorio, cascine agricole, associazioni, antiquari e artigiani (“i creativi”), bancarelle di hobbisti, abbigliamento. I bambini hanno un’attenzione particolare. Gonfiabili, giostre, intrattenitori … un piccolo LUNA PARK per tantissime occasioni di divertimento. Diversi punti lungo la via pedonale offrono il più tradizionale panino con la salamella grigliata al momento. Socializzazione e benessere sul territorio sono il titolo del primo evento, ma sono anche le finalità che l’associazione ATTIVA ha sottoscritto nello statuto. Proprio questo spirito è stato premiato dal patrocinio del Comune di Milano e del Consiglio di Zona 4, sostenuto dal Comitato dei Residenti di Santa Giulia e da importanti operatori presenti sul territorio come SKY ITALIA e Risanamento SpA. Per informazioni contattare: assocosantagiulia@libero.it “ATTIVA” Associazione Commercianti Pubblici Esercizi Artigiani e Attività di Servizi Milano Santa Giulia Rogoredo Sede Legale Via Cassinari 30-20138 Milano-CF 977721260152-Tel. 3927272551-Mail: assocosantagiulia@libero.it

I nuovi inquilini del piano di sopra / Il libro-racconto di Daniela Troncacci

Una storia semplice e leggera che narra di amore e amicizia, che vuole essere una testimonianza, ma anche un chiaro NO a un diritto che nega la dignità.

“I signori S. – Raffaele e Domenico – non sono amici, non sono fratelli: sono i nuovi inquilini del piano di sopra; hanno tendine bianche di pizzo alle finestre e tanti vasi di piante in fiore sul balcone. Adele, segretaria triste e annoiata, li osserva passare davanti alla porta a vetri del suo ufficio; spesso con loro ci sono due bambini. Tutte le sere Domenico e Raffaele escono insieme per fare la spesa, dopo aver buttato l’immondizia. Il tempo scorre, quasi sempre uguale a se stesso, fino a quando Domenico svanisce dalla visuale di Adele, poi torna per poco tempo, per svanire di nuovo. Cosa ne sarà, allora, di Raffaele, avvolto dal buio non solo metaforico, in una casa non-più-sua, dove nessuna carta porta il suo nome e c’è chi può staccare la luce senza neanche una parola di avvertimento? Adele si interroga, tende una mano, incontra occhi carichi di dolore, si scontra con un diritto che nega la dignità. Nasce così un’amicizia semplice e delicata, che, nell’inesorabilità del destino, sfugge via come vento dalle mani. Sarà silenzio, ma solo per un attimo, perché Adele, ormai scossa dal torpore, darà voce alla nostalgia ma anche alla testimonianza di un amore autentico e forte che va oltre l’oscurità.”

Una frase dal libro:

“Osserva i due uomini più attentamente ed improvvisamente, come in un’intuizione, percepisce qualcosa di particolare nel modo in cui non si parlano, ma comunicano con i corpi che si passano accanto e si sfiorano, uno verso il portone, l’altro verso l’auto che non ha ancora finito di sfornare vasi di fiori: un tacito accordo, un prendere e portare, quasi ripetitivo, senza titubanze, senza fatica… Un camminare a tempo di adagio, tracciando con i corpi una traiettoria definita, condivisa. Un qualcosa di speciale li avvolge in uno spazio tutto loro, di loro due soli, insieme; una specie di segreto, una sorta di legame. Alla ragazza sembra quasi amore”.

“SOGNO UN LUOGO ED UN TEMPO IN CUI I BAMBINI POSSANO ESSERE SEMPLICEMENTE…BAMBINI”

Marzia D’Ascenzo

Cambogia, Battambang, giorno 312 

Sono in viaggio da quattordici mesi ed ho trascorso, un anno intero, in terra asiatica, in luoghi in cui la qualità della vita, a volte, è veramente nulla.
Ho cambiato paesi, città, villaggi, ma ho sempre cercato e seguito il sorriso dei bambini. Loro piccoli, ma autonomi, sempre e ovunque perché, in questa parte di mondo, o ti arrangi o muori, e la tua vita non ha poi tanto valore. Allora diventi grande e responsabile nonostante tu abbia meno di 10 anni.
Bambini nudi, soli, abusati, affamati, sfruttati, maltrattati, venduti, abbandonati in strada, figli di nessuno o di qualcuno occupato a fare altro. Bambini che nonostante tutto…ridono sempre.
Bambini che raramente studiano, ma che apprendono le parole inglesi necessarie per avvicinarti.
Bambini che ti prendono le mani, che ti chiedono cibo, un abbraccio, una carezza, penne per la scuola, caramelle o cioccolato. Sì…cioccolato e quanto ridono quando lo mangiano perché, la loro, è una felicità profonda, quella felicità fatta di schiamazzi veri, saltelli e girotondi con te al centro…e quanto piangevo io, ogni sera, nel silenzio delle mie stanze topaie chiedendomi se loro avessero avuto un tetto per la notte.Sette, i mesi dedicati al volontariato in piccole strutture scoperte lungo la strada, sette mesi di dolore che si è trasformato in gioia, in cui proprio loro, con il loro sorriso, sono diventati i miei maestri di vita. Loro mi hanno insegnano a rompere le strutture mentali occidentali, a mangiare con le mani, a camminare a piedi nudi, ad avere sempre le mani sporche, a riconoscere il monsone, a dormire nei posti più scomodi, a salvaguardare la mia vita in strada, a riconoscere chi è buono da chi non lo è, a fidarmi del prossimo, ad aiutare il prossimo, ad essere una grande famiglia, a rispettare le regole e…a sorridere con il cuore felice.
Cos’ hanno mai da sorridere questi bimbi sporchi e pidocchiosi?
Sorridono alla vita, nonostante tutto, perché chi non ha nulla, non ha nulla da perdere.
Io ho finalmente smesso di piangere qui in Asia, perché ho imparato a sorridere nonostante le difficoltà. Quando diventi parte di tutto questo ti senti realmente vivo e fortunato, comprendi il valore del cibo, impari a gestire acqua ed elettricità, cucini con il fuoco e ti lavi con un catino. Impari ad apprezzare un letto con il materasso, l’acqua calda, il getto di una doccia sui capelli, un ristorante pulito, il silenzio e il bucato profumato. E come puoi non sorridere quando, anche tu, puoi mangiare una fetta di torta al cioccolato?
I bambini sono bambini in ogni parte del mondo. Cambia la forma dei loro occhi, cambia il colore della loro pelle, cambia la loro lingua, cambia la loro cultura, cambia il loro stato sociale, cambia la loro religione, ma i bimbi di tutto il mondo, nonostante  tutto sorridono ed amano il cioccolato allo stesso modo…ed io continuo a sognare un luogo ed un tempo in cui i bambini possano essere semplicemente Bambini, spensierati, gioiosi e liberi da responsabilità adulte.
Non sono ancora stata in Africa e, nel mio sogno ambizioso di girare il mondo, il Senegal è il posto in cui vorrei terminare il mio viaggio perché è il posto che sogno da quando sono bambina. Quando mangio, lascio per ultima la pietanza che mi piace di più.
Il Senegal sarà la mia torta al cioccolato.
Ringrazio le organizzatrici di questa mostra, Fiorella De Laurentis e Paola Furini, per avermi dato la possibilità di essere presente a questo evento.
Ringrazio Alba Carpineti per l’amore e la dedizione che mette, ogni giorno, a servizio dei bambini dell’orfanotrofio di Mbodiene in Senegal.
Ringrazio tutti coloro che decideranno di sostenere l’Associazione “La forza di un sorriso” per garantire un presente sereno a questi bambini e la possibilità di un futuro migliore.
Un abbraccio immenso come l’Africa
Marzia D’Ascenzo

I volti dell’Africa

locandina africa

Dal dolore all’incontro: dall’amore all’amore. Il progetto di tre donne per aiutare i bambini dell’Africa.
Domenica 25 ottobre 2015 a partire dalle ore 15.00 presso il Circolo Culturale Mondini di Rogoredo (Milano – Via Freikofel 1) saranno esposte fotografie scattate durante viaggi in Mali, Etiopia, Senegal, Camerun, Togo, Kenia, Tanzania donate in beneficenza per aiutare i bambini dell’Africa.

Un’iniziativa che ha all’origine una storia di coincidenze ed emozioni, di lacrime che si trasformano in sorrisi e mani tese.
Tutto sembra accadere per caso, partendo da un viaggio. Ma il caso ha spesso un suo perché. E il viaggio è nuova conoscenza, scoperta, incontro.
E’ il dolore per la perdita di suo padre, di cui era “follemente innamorata, un uomo splendido e che amava molto i bambini” a portare Fiorella De Laurentis, un po’ per caso, in Senegal, “per un viaggio nuovo, diverso, che mi alleggerisse l’anima ed allontanasse quella terribile tristezza…”, in cui entra nelle scuole, fornisce materiale, vede “tante cose…”
E’ qui che avviene il primo incontro: Fiorella conosce Alba Carpineti , in un luogo in cui non era previsto che fosse in quel preciso momento. Una donna che la colpisce per il suo dolce sorriso. Solo dopo molto tempo e svariate ricerche scoprirà che Alba si occupa di un orfanatrofio in Senegal a Mbour: torna il tema dei bambini, quei bambini che il papà di Fiorella amava tanto.

Anche l’incontro con Paola Furini avviene per caso, un caso che ha unito due dolori e ne ha tratto forza, una nuova e grande amicizia e tanta voglia di impegnarsi in qualcosa di buono.

Il fluire di energie ed esperienze dà un senso al vuoto, concretezza ad un’idea. Diviene coinvolgimento e richiamo, a cui tanti amici rispondono, donando le immagini raccolte durante i loro viaggi, i volti dell’Africa colti dai loro obiettivi, catturati dalle loro emozioni, da chi ha scelto di guardare con una prospettiva differente.

Le fotografie raccolte potranno essere acquistate, il ricavato sarà devoluto all’Associazione La Forza di un sorriso per la realizzazione di una nuova casa di accoglienza per bambini abbandonati a Mbodiene, un villaggio sulla Petite Cote in Senegal.

(Testo: Daniela Troncacci)

Dal “Percorso Jannacci” ai Murales di Rogoredo: Milano e le nuove centralità

Le chiamavano “periferie”: luoghi lontani dal centro città, difficilmente raggiungibili, un po’ trascurati. Da qualche tempo interi quartieri si stanno riscattando uscendo dall’anonimato, colorandosi di arte, poesia, eventi che sanciscono la coesione sociale, restituiscono dignità e li rendono vivibili, non solo di passaggio.
Rogoredo, Via Lomellina, Viale Corsica, Piazza Martini, Piazza Susa, sono protagoniste del “Percorso Jannacci”: in ogni tappa sarà apposta una targa in ricordo di Enzo Jannacci che le menzionò nei suoi testi. Un omaggio al grande artista, un punto di colore, un accento, un puntino sulla i per il posto che lo accoglierà.
Grazie ad Associazioni di cittadini attenti e partecipi, in collaborazioni con Istituzioni presenti e coinvolte nascono, così, percorsi culturali, ambientali, urbanistici volti alla valorizzazione del territorio: oltrepassando le criticità c’è la possibilità di rivalutare i quartieri e modificare il percepito del vissuto quotidiano. Piccoli passi di quella che si preannuncia, non una serie di interventi spot, ma l’evidenza di un progetto continuo.
Ne è un esempio il quartiere Rogoredo, con i suoi murales, le mostre fotografiche, il fermento culturale e sociale che dal sottosuolo è uscito allo scoperto, grazie all’impegno di chi non passa e va, ma osserva, vive, e desidera migliorare il suo contesto abitativo. Prima tappa del “Percorso Jannacci”, ha inaugurato ieri il tunnel “Andava a Rogoredo di Jannacci” e la mostra fotografica “La mia gente, Enzo Jannacci, canzoni a colori“.
(Daniela Troncacci)

“Il giardino incantato” di Daniela Troncacci

Il sole appena sorto, fresca l’aria… Cristallina l’acqua sgorga goccia a goccia, non da sorgente tra le rocce, ma da manufatto creato all’uopo dall’ingegno di chi non s’arrende a fatiche e avversità, e cerca, trasporta, costruisce, quel che occorre. Armonia e speranza nel cielo azzurro si spandono spingendo un po’ più in là bianche nuvole fuggitive, che non turbino, non ancora, l’inizio di quello che sarà.
Tra i rami di cespugli rigogliosi, occhi curiosi scrutano, al di là dell’ombra delle fronde, e scorgono la magia di un ameno angolo di mondo, dove qualcosa di straordinario, eppure antico, accade ancora.
Giovani mani modellano sculture vive che pian piano alzano la testa verso il cielo, ignare dei cambiamenti di umore che esso riserverà e riverserà a suo piacimento.
Un gesto ed ecco, dall’arcobaleno di cui ha il nome, l’Iris si innalza, a recar messaggi tra cielo, terra e mare, a sparger col suo profumo fede e desiderio di buone nuove. Fiero mostra la sua bellezza, che non svilisce, ma contribuisce alla beltà del luogo: dalla mattina alla sera, l’Iris è fermo, lì, che spera.
Polvere di sabbia, raggi di sole e gocce di rugiada: dalla mani nodose sgorgano foglie e spine e petali di velluto. Flessuosa la Rosa apre le braccia al mondo e dona amore, svela segreti a lungo celati, mostra perfezione, suscita devozione e ammirazione, esprime promesse. Sta in silenzio, quando è bianca; canta amore, quando è rossa; arde di desiderio se di color corallo; se brucia di gelosia si fa gialla, o se si vergogna, oppure è contenta e in libertà. E’ pallida se ti è amica, rosa se felice e grata. Dal bocciolo al fiore maturo, è un crescendo di novità, di sfumature e posture: dal mattino alla sera, la Rosa, credimi, è sincera.
Spunta poi, un po’ più in là, l’amore vero, con forma di turbante. Narra la leggenda che sia frutto del sangue di un giovane innamorato; altri, invece, lo vedono scontroso e freddo di sentimenti. Che credano quel che vogliono, ognuno, gli osservatori. Si fa rosso, talvolta, per dichiarare amore, o giallo, quando ama senza speranza; violetto se modesto. Egli solo sa cosa serba in sé, mentre lì sta, ritto, in perfetto equilibrio di forma e di colori, con il cuore in mano, passionale, il Tulipano.
Nel candore dell’innocenza, casto e fiero, il Giglio sta, bianco, puro, maestoso. Si colora un po’ di rosa, talvolta, se si lascia andar a qualche vezzo di vanità. Con tinte gialle mostra la sua nobiltà. Può esser dolce, devoto e perseverante. Di donna onesta è ideale amante.
Appariscente, lussureggiante, suscita stima e rispetto, l’elegante Peonia, nella bianca sua purezza, nel rosso richiamo ad Eros; mai dimentica di profumarsi di romanticismo, talvolta è timida e vergognosa. Prospera, valorosa e nobile d’animo, in piena fioritura diffonde pace attorno a sé, in tutta la natura.
Visitati talvolta da creature alate, son lì con le loro espressioni, che pian piano prendono una forma che non rimarrà uguale a se stessa. Con il sole dentro o curvati sotto il peso di acqua scrosciante, esplosioni di colori, o steli scheletriti, tra alberi di albicocche assaggiate da farfalle dalle stesse sfumature di arancio; tra piante di susine Regina Claudia, meline Gava, ciliegie e pere, accanto a more, fragole, pomodori, zucche e rosmarino.
Spuntano, sbocciano, fioriscono… Son semplici fiori? Steli, petali, foglie. Son banali colori? Visti, rivisti, riveduti? Di quelli che puoi, in verità, trovar anche al mercato… Son di più, molto.
Son anime, sentimenti, desideri: son le nostre paure, le nostre voglie. Nascono e crescono, spalancati a raccoglier energia, a donare profumi e bellezze, nel fior fiore del loro essere fiori, a mezzogiorno. Li scalda il sole, li nutre la terra, li sconquassano le tempeste e al calar della sera, quel che avevano han dato, ora meritano il riposo. Un petalo cade, come una lacrima commossa, atterra su un tappeto di foglie, si accartoccia, si scurisce.
Quel che erano resta a nutrire la terra, a dar sostegno ove occorre, in quel continuo divenire in cui nulla è vano e svanisce, ma che il tempo trasforma. Nuovi semi in essa dormiranno; nuovi germogli spunteranno. Nuove sculture saranno forgiate e il giardino incantato ancora vivrà.
Mani nodose e stanche raccolgono petali sfogliati, e preparano il terreno per le nuove stagioni; accanto, mani giovani che apprendono l’arte della vita. Al di là dei cespugli rinsecchiti, occhi grandi, che molto hanno guardato e apprezzato, scrutano curiosi dita intrecciate: l’antico e il nuovo. Occhi piccoli guardano curiosi gli occhi grandi e sgranandosi osservano il passaggio di consegne, i primi cenni del domani che verrà. Attimi preziosi, che qualcuno ha immortalato per noi, perché la magia, che continua e fluisce nel tempo, continui ad esserci anche attraverso il nostro sguardo.