Marzia – Lettera dallo Sri Lanka

SE TUTTO IL MONDO E’ PAESE…LO E’ ANCHE OGNI SINGOLA VITA

Sono in viaggio lungo le strade del mondo da diciannove mer quasi un anno mi sono dedicata al volontariato in strutture asiatiche in cui vengono accolti bambini/e e ragazzi/ragazze con problemi familiari di ogni genere. Qualche mese fa mi è stato chiesto di scrivere un pezzo riguardante la mia esperienza di volontariato ed io scrissi sulla base dei bambini incontrati fino a quel giorno e sul mio immenso desiderio di avere un mondo in cui i bambini possano essere semplicemente “bambini”. Questa volta mi è stato chiesto di paragonare le vite dei bambini che incontro con quelle dei bambini italiani. Ho lavorato 10 anni come animatrice, ho sempre amato i bambini, ho tre nipoti stupendi e figli, fratelli e sorelle in Nepal, Cambogia e Sri Lanka…e per me sono tutti uguali.

Certo esistono delle differenze sostanziali date dal loro contesto, ma posso assicurarvi che non vedo molte differenze nel loro essere “bambini”. Non ho ancora conosciuto la realtà africana, ma ho conosciuto situazioni di povertà vera. Mi chiedo se realmente abbia un senso etichettare il mondo. Lo chiamiamo “terzo mondo”, come se esistesse una classifica degna di qualificarlo. Allora in modo ironico e retorico vi chiedo: ”siamo forse più ricchi in Italia o in Europa? Siamo considerati più fortunati perché possiamo comprarci quello che vogliamo, fosse anche a rate indebitandoci per la vita? Siamo forse più felici per questo?

La risposta io l’ho trovata in loro…i bambini.

Mi hanno insegnato che il mondo è unico, che non ha bisogno di classificazioni, che non si identifica con i colori della pelle o le scelte religiose. Mi hanno insegnato che l’essere umano ha gli stessi bisogni primari ovunque, semplicemente vengono appagati con i mezzi che si hanno a disposizione. Il viaggio mi sta insegnando quanto il mondo sia strepitoso, immenso e fantastico, ma soprattutto quanto ci si impoverisca chiudendoci nelle proprie convinzioni occidentali, nei nostri giudizi e pregiudizi e, soprattutto, nelle nostre paure. Ho imparato che, se ci si apre ad esso, possiamo facilmente confrontarci con chi non appartiene alla nostra quotidianità e comprendere che siamo veramente, tutti uguali. Il cuore che ci tiene in vita ha la stessa forma per tutti, il sangue ha lo stesso colore, ognuno di noi è composto per il 70 % di acqua, tutti abbiamo necessità di mangiare, dormire e soddisfare i nostri bisogni primari.
La mia esperienza di volontariato, ed i bambini che ho aiutato, mi hanno dimostrato che l’amore ha le stesse modalità in ogni parte del mondo, ed è proprio questo che permette l’incontro quando culture e lingue diverse sembrerebbero volerlo negare. MAI, e dico mai, ho avuto problemi di avvicinamento al prossimo nel farmi strada con un sorriso o una mano tesa. MAI, e dico mai, ho avuto problemi a comprendere i bisogni dei bambini che non parlavano la mia lingua. Un sorriso, un abbraccio, una carezza, un bacio per augurare la buona notte o il buongiorno, hanno la stessa forma in tutto il mondo…e tutti i bambini del mondo ne hanno bisogno.

Ho trascorso tre mesi in una struttura fondata da una ragazza italiana in Nepal, successivamente due mesi in una casa famiglia fondata da un monaco in Cambogia, attualmente vivo in Sri Lanka, ospite in una casa famiglia fondata da un prete cristiano. Il trascorrere le mie giornate a stretto contatto con queste realtà così diverse tra loro, mi ha permesso di modificare alcuni aspetti della mia quotidianità, di arricchire la mia esperienza e modificare la mia visione delle cose, ma soprattutto di capire quanto questi bambini siano uguali ai bambini italiani.

SE TUTTO IL MONDO E’ PAESE…LO E’ ANCHE OGNI SINGOLA VITA.

Ci sia alza ogni mattina…poco importa se svegliati dai raggi del sole, dal gallo che canta, da una campana, da una sveglia o da un iphone…ci si sveglia per iniziare la giornata.
Si sistema il letto…poco importa se si tratta di cartoni, di una stuoia, di un materasso buttato a terra, di un letto sgangherato, di un’amaca o di un letto a baldacchino con un materasso di ultima generazione…il letto va comunque rifatto.
Si fa colazione…poco importa se dolce o salata, se speziata o piccante, se con riso o tea, se con caffè o latte e cioccolato…la colazione è il pasto più importante della giornata, in tutto il mondo.
Si va a scuola…poco importa se a piedi scalzi tra i campi con i vestiti mezzi strappati, se con le uniformi apparentemente pulite lungo il ciglio della strada, se in bus, sul mulo, sulla canna della bici del fratello maggiore, se in 4 sul motorino o se con l’ultimo modello di suv…l’istruzione rimane la fonte per una possibile libertà di scelta per il domani.
Si torna a casa, affamati, perché è ora di pranzo ed allora si mangia quello che c’è…poco importa se cucinato dalla mamma, dalla nonna, da una cuoca, da se stessi o dalla baby sitter…il pranzo resta uno dei pasti principali.
Si ha diritto ad un po’ di tempo libero…poco importa se si gioca in un campo infinito, sotto le montagne dell’Himalaya, in spiaggia, al caldo, al freddo, da soli o in gruppo, nella propria cameretta, a casa dell’amico di scuola o ai parchetti pubblici…il momento ricreativo è necessario per ogni bambino.
Si fanno i compiti…poco importa se da soli o in gruppo, se a terra, sul tavolo, sulle proprie ginocchia, con libri di quinta mano o nella propria cameretta, sulla propria scrivania, con un computer collegato ad internet…lo studio è importante per apprendere nozioni non solo scolastiche.
Ci si lava…poco importa se con catino o doccia, se con acqua fredda o calda, se con acqua corrente o raccolta durante la giornata nelle ore di erogazione, se con il sapone o senza e se comodamente immersi in una vasca piena di bolle e giochi…la pulizia è importante in ogni posto del mondo.
Si cena…poco importa se è stata cucinata sul fuoco con la legna raccolta nel pomeriggio, o con la bombola del gas centellinata per via dei costi o se sulle piastre elettriche…la cena solitamente è il momento di condivisione per la famiglia che si riunisce.
Si va a letto, con la stanchezza della giornata vissuta…poco importa in quale letto ci si sdrai, ogni bimbo del mondo attende una storia ed il bacio della buona notte perché è forse il momento in cui si sente amato.

Esistono ancora molti luoghi, forse troppi, in cui i bambini non hanno famiglie e vengono abbandonati a loro stessi, vivono in condizioni che non si possono considerare “vita”, lavorano in discariche, fogne, miniere e fanno lavori pesanti come gli spaccapietre. Spesso non hanno cibo, non conoscono il calore di un abbraccio e l’esistenza della scuola.

ORA VI INVITO A VISITARE QUESTA MOSTRA CON OCCHI DIVERSI.
PROVATE A NON SOFFERMARVI SULLE DIFFERENZE, MA A TROVARE LE UGUAGLIANZE.

Gli anziani ed i bambini lo sono in ogni parte del mondo.
Le abitazioni cambiano in base alle specifiche del luogo, ma sono sempre “casa”.
Ogni luogo ha i propri animali domestici. In India ho visto un ragazzo che portava a spasso una capra con il guinzaglio…ho pensato che io lo facevo con un cane.
I mezzi di trasporto sono in relazione con il luogo e le possibilità economiche, ma hanno la stessa funzione.
Il bucato e la doccia si fanno in tutto il mondo, io ora lavo solo a mano e faccio doccia solo fredda.
Le religioni sono più di quelle che immaginiamo e conosciamo, ma il Dio è unico per chi prega con il cuore.
Il cibo è “tipico”, ma si mangia in tutto il mondo.
Si gioca a calcio in tutto il mondo ma chi lo fa scalzo, forse, ha più possibilità di diventare un fuoriclasse.

Ringrazio tutti i bimbi incontrati fino ad oggi: italiani, francesi, olandesi, norvegesi, spagnoli, portoghesi, giapponesi, nepalesi, indiani, thailandesi, laotiani, cambogiani, tamil e singalesi, per avermi insegnato il valore delle cose essenziali.
Ringrazio gli organizzatori di questa mostra, Fiorella De Laurentis, Paola Furini, Pierangelo Tommaselli, Silvana Limone e Carlotta Farina, per avermi dato la possibilità di essere presente a questo evento.
Ringrazio Alba Carpinetti per l’amore e la dedizione che mette, ogni giorno, a servizio dei bambini dell’orfanotrofio di Mbodiene in Senegal.
Ringrazio tutti coloro che decideranno di sostenere l ‘Associazione “La forza di un sorriso” per garantire un presente sereno a questi bambini e la possibilità di un futuro migliore.
Un abbraccio immenso come l’Africa.
Marzia D’Ascenzo

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